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Percorso

Pesca Melba

17. 03. 04
posted by: Barbara Zattoni
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Ancora cigni sul mio cammino, ancora Australia e grandi donne.

 

 

Il suo nome era Helen Porter Mitchell (Richmond, 19 maggio 1861 - Sydney, 23 febbraio 1931) e fu una grandissima e famosa soprano australiano. Anche a lei, che si faceva chiamare Nellie Melba (studiò canto ed ebbe la sua prima apparizione in pubblico a Melbourne) un grande chef, dedicò un dolce. A differenza di quello inventato per Anna Pavlova, il grande cuoco in questione ha nome e cognome: Georges Auguste Escoffier, più che chef, uno dei “padri della cucina”. Era il 1894 e anche in questa occasione il tributo all'artista è un omaggio alla sua arte:

Ripensando al maestoso cigno mitico che apparve nel primo atto del Lohengrin, le feci servire, al momento opportuno, delle pesche disposte su di un letto di gelato alla vaniglia, all’interno di una coppa d’argento incastrata tra le ali di un superbo cigno scolpito in un blocco di ghiaccio e ricoperto da un velo di zucchero filato”.

 

 

Va detto che la diva alloggiava al Carlton, l’hotel in cui lui lavorava. Escoffier, fu avvantaggiato dal sapere che pesche e lamponi erano i suoi frutti preferiti come pure il gelato di vaniglia. Tra l'altro si narra che Escoffier, sia stato invitato all'opera, per ringraziarlo dei “toast melba” inventati e dedicati, sempre a lei anni addietro.

L’effetto prodotto fu sorprendente e la signora Melba si mostrò estremamente colpita dalla mia attenzione. La grande artista, che di recente mi è capitato di rivedere all’Hôtel Ritz di Parigi, mi ha ricordato la serata delle famose “pesche al cigno” (Auguste Escoffier, Ricordi inediti, Slow Food Editore)

Allora raccontiamo questa ricetta , più famosa col nome PESCHE MELBA:

Si conta una pesca a testa, assolutamente da scegliere tra le varietà del nostro territorio...

6 pesche Montreuil ben mature
1 litro di gelato alla vaniglia molto cremoso
250 gr di lamponi freschi
150 gr di zucchero in polvere
Mandorle fresche e zucchero filato per decorare

Scottare le pesche per 2 secondi in acqua bollente, quindi scolarle e versarle immediatamente nell’acqua ghiacciata. Pelarle, disporle su di un piatto, spolverale leggermente di zucchero e tenere al fresco.

A parte preparare una purea setacciata di lamponi e zucchero.
Servire le pesche su di un letto di gelato alla vaniglia e ricoprire con la purea di  lamponi. Si può decorare con mandorle fresche in scaglie (altrimenti tostate in forno con zucchero semolato) e con un poco di zucchero filato (caramello).

 

 

 

Sicuramente non si otterrà l'effetto “pesche con cigno”, dedicato “all'usignolo australiano” ma, fatto con ingredienti di qualità risulterà un dessert fresco e molto aromatico, perfetto per i giorni di gran caldo, magari ascoltando Nellie. Ho scelto un pezzo di Mozart, mio preferito su molti e sicuramente su Wagner.