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Percorso

Il bonet

17. 03. 07
posted by: Barbara Zattoni
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PARLARE DI DOLCI, PARLARE DI CAPPELLI, E FARLI ENTRAMBI

 

 

Questo che vedete è il Bonet, dolce piemontese appartenente alla famiglia dei budini, che ho spesso fatto a Pane e Vino: la gola va oltre "i piatti del territorio". Ha una consistenza particolare, e la parola budino è solo il termine di paragone più vicino. Con o senza cacao, il suo nome indica un cappello o berretto tondeggiante, la cui forma ricorda quella dello stampo  a tronco di cono

basso in cui viene cotto il budino; lo stesso stampo, in cui si cuocevano budini e flan, veniva chiamato bonèt ëd cusin-a cioè cappello da cucina: il berretto del cuoco.

Altrimenti si racconta che il nome richiamasse il cappello perché il dolce veniva servito alla fine del pasto. Così come si indossa il cappello da ultimo, così si mangiava il bonèt peri terminare il pranzo o la cena: a cappello di tutto il resto. Intrigante questa storia per una cuoca modista: cappelli e fornelli.

 

Colgo dunque questo gioco di sensi e parole per presentarvi anche le mie ricette di modisteria e farvi partecipi della mia interpretazione "di stoffa", di questa ricetta che conta come ingredienti:

maglia di seta moro

lana cacao scuro

velluto marrone

raso e filo nero

 

 

Se poi volete allietare la visita dei miei cappelli, mangiando un buon dolce:

12 uova

340 gr zucchero semolato

20 amaretti di numero sbriciolati

60 gr. cacao amaro

700 gr. latte tiepido

700 gr. latte freddo

2 cucchiai di rum

Per caramellare lo stampo mettete sul fuoco 90 gr. di zucchero semolato con 50 di acqua. Una volta pronto versatelo e copreite tutta la parete dello stampo.

Lavorate a nastro uova e zucchero, unite il cacao setacciato, gli amaretti, il latte tiepido e poi quello freddo. Versate nello stampo e cuocete a bagnomaria per 40 minuti.

buon Bonet a tutti.