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Percorso

Il coperchio" di Petronilla

17. 03. 13
posted by: Barbara Zattoni
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Petronilla   "LA PADRONA DI CASA"

 

 

 

Questo è stato il titolo del mio modulo per un corso di formazione, rivolto alle donne, per le pari opportunità. Quattro insegnanti donne che "impersonavano" altrettante donne: Hildegard Von Bingen, dona Flor, Marietta Sabatini e Amalia Moretti Foggia. Io ero quest'ultima, più famosa col nome di Petronilla.


"Ho scelto lei, per la suggestione di una donna che attira per la sua modernità e  suggerisce un'idea ed una pratica di cucina che trasmette i valori di una buona       alimentazione, concilia i limiti di "approvvigionamento" e di risorse economiche (siamo fine guerra) con il piacere della tavola.
Più che un elenco di ricette mi stuzzica il grosso lavoro creativo che mette in comunicazione il patrimonio culturale, quello che esiste, che è disponibile e soprattutto accessibile e ciò che è desiderabile.  Il peccato di gola come gesto d'amore".

 


Il pezzo sopra citato fa parte di uno studio un po' più approfondito del personaggio "Petronilla", che ho scritto e ampliato anche per un progetto a Pistoia, che terminerà con una gara di cucina. A presto lo metterò a vostra disposizione anche con un simpatico minifilmino, realizzato dalla scuola con la quale ho collaborato e che per via dei "famosi tagli", ha dovuto cancellare questi corsi.
Le ricette che ho scelto per questa "banda di matte" che vedete nella foto hanno tutte questa filosofia, con qualche forzatura...per ovvie ragioni!

Dopo le dovute presentazioni, introduzione al corso, norme igieniche e ambiente di cucina siamo passate alla cucina cucinata a come fare la spesa, buttare un'occhio alle etichette e quant'altro.

 

 

Il progetto Petronilla prosegue in direzione gara di cucina, e prima di questo mangereccio evento che vedrà 3 scuole vincitrici, farò un piccolo corso, diviso in due interventi:

Il percorso che propongo comincia proprio da:

COME FARE LA SPESA: districarsi nella grande distribuzione (prodotti sfusi e confezionati) imparare a scegliere per stagioni- attenzione alle etichette – eccessi di confezionatura

GUARDA IL GIARDINO: orti e cooperative di acquisto – riappropriarsi di “prodotti in disuso”- l'orto in casa

e il secondo:

PIATTO FINITO e RIUSO DEL PIATTO: gli svuota frigo: alcuni esempi di ricette, metodi di conservazione

UTILIZZO DEGLI INGREDIENTI “SCARTO”: ricette per mangiare (minestra di bucce di piselli-fumetti di pesce- salse di carne) per giocare (gli stampi “naturali” per dipingere, per suonare (la magia della zucca) e farsi belli (la chiara sul viso)

LA GRANDE CUCINA: innovazione non opposta a tradizione (ma contro “conservazione”. Si indaga in cucina per offrire piatti e cotture “tradizionalmente” moderni. La si può condizionare e gestire in modo che cresca a misura di umano.

Questo il primo:

Come fare la spesa: la grande distribuzione

sicuramente si privilegia per la facilità di trovare in un posto solo, moltissime cose e forse per chi sta molto attento (non solo alle offerte interne, ma anche ai prezzi al mercato) spuntare prezzi migliori. Di solito ci si fida, si entra e via di carrello. Qui il problema, parlandoci chiaro, è solo il tempo. Senza tempo non si fa una buona spesa, una buona cucina, per non parlare di “buoni esempi “ di chi....guardando, impara.
E qui la scelta è personale, non c'è alcuna ricetta che funzioni, o riprendersi in mano il piacere di se stessi, scegliendo come mangiare, raccontando chi sei, o ingurgitare e, per chi può permetterselo, spender soldi in brucia-ciccia o mega palestre, quando si sa che basterebbe andare un po' a piedi o in bici...
E' da qui, da questi equilibri saltati, che bisogna ricominciare a recuperare, lentamente e con garbo, una serie di “costumi”. Inutile e perverso, sconvolgere di botto equilibri casalinghi e lavorativi, meglio costruire piccoli spazi, 1 poi 2 volte alla settimana... La spessa fatta a modo, tenendo conto che la tecnologia (frigo-congelatori e sotto vuoto) usata per il suo verso ci potrebbe anche aiutare, è un gesto a dir poco rivoluzionario!. Intanto cominciamo a porci un quesito: andrei a comprare la tal cosa, avendo un rapporto faccia a faccia, da chi (per esempio) è certo che sfrutti, rubi, calpesti i diritti di altri? Diciamo che rispondiamo di no, ma, quando è tutto impacchettato e confezionato, completamente anonimo, il “problema” non si pone e spesso non ne siamo addirittura a conoscenza . La pubblicità è pesante e spesso poco corretta, un terreno fertile per le multinazionali che espandono il loro potere, arrivando a pretendere “brevetti” sulla “vita”. Impossibile star dietro a tutto, ne tanto meno pretendere di sapere tutte le verità, ma almeno le 2 o 3 cose più evidenti, potremmo scansarle, e se vi informate un'attimo su qualche marchio importante, (la rete serve a questo!) potrebbe dare soddisfazione, anche non comprare.

 Allora partiamo già avvantaggiati: un minimo di scudo etico e morale, l'intenzione di comprare non di più di quel che serve con borse di stoffa o riciclabili, e di capirci un po' di più, nel mondo misterioso delle etichette, con l'aiuto di 5 regole.

 In Italia c'è ancora molto confusione in realtà, alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge mentre altre sono facoltative. Le obbligatorie: nome del prodotto-elenco ingredienti-peso netto/sgocciolato-scadenza-produttore-lotto-conservazione e utilizzo.


Prima regola: un'etichetta ricca di informazioni, fa ben sperare, un buon prodotto viene valorizzato dall'elenco delle sue proprietà e dall'origine degli ingredienti (es. olio di oliva/olio extravergine di prima spremitura) Il produttore è obbligato a scrivere il vero. Anche le certificazioni di qualità, metodi di produzione e numero verde, aumentano la sicurezza.

Seconda regola
per legge gli ingredienti sono scritti in ordine decrescente di quantità, il primo sarà più abbondante del secondo e via di seguito. (questo rende più facile l'immediato confronto con un prodotto analogo) ma si può anche cadere in fallo: voglio comparare i grassi di un prodotto, il primo dichiara il 40% di strutto; il secondo che dichiara 25% margarina 25% strutto (separando in realtà ingredienti della stessa categoria). Colpirà più l'occhio, perchè posizionato tra i primi, lo strutto, ma in realtà, la seconda e più subdola etichetta ci propone il 50% di grassi.

 Terza regola
anche il peso netto e sgocciolato va preso in considerazione, perchè anche le dimensioni delle confezioni possono sviarci, possono essere più grandi del prodotto simile, che costa uguale, ma pesare meno.

 Quarta regola
E' scritto piccolo piccolo che l'immagine riportata sulla confezione ha lo scopo di richiamare l'attenzione, e non è necessariamente legata all'aspetto reale del prodotto, per cui non fate troppo affidamento a quel che vedete, così come è buona cosa controllare l'integrità della confezione. Occhio anche al famoso “senza zucchero”, se tra gli ingredienti trovate: sciroppo di glucosio o di fruttosio o di cereali, maltosio e amido di mais, non è senza zucchero. Le sostanze elencate hanno un alto indice glicemico (simili al saccarosio).


Quinta regola
Eticamente chiudiamo in bellezza, preferendo articoli confezionati con materiale riciclato o riciclabile (riportato in etichetta)

 

Dopo le etichette, possiamo seguire alcuni “trucchi” per la spesa: non sarebbe male, gola e voglie irrinunciabili permettendo, cercare di utilizzare prodotti di stagione e del territorio, con una loro logica di ricette (legate anche al fabbisogno alimentare più o meno calorico), spesso meglio reperibili e che permettono di spuntare prezzi migliori ma non solo. Faccio un esempio: i piselli congelati funzionano benissimo, si conservano in frizer, si cuociono facilmente e sono buoni, ma se in stagione comprate quelli freschi, oltre a mangiare i piselli freschi, potrete fare col le bucce, una minestra davvero buona....

Anche utilizzare una filiera corta, cominciando ad addentrarci nelle realtà delle cooperative di acquisto, può essere utile. Andare a conoscere chi, come e cosa produce (anche trovando prodotti scomparsi perchè poco redditizzi...es. le pesche tabacchine), ciò che vende, e mettersi insieme ad altri per comprarne una certa quantità, innesca un bel meccanismo, come anche il mercato eco-solidale.
E infine, assai soddisfacente anche coltivarsi 2 cose in terrazza. Ci vengono in supporto vasi e contenitori particolari che possono ovviare al problema dei piccoli spazi. Erbe aromatiche, qualche pomodoro e insalatine faranno certamente la loro figura, riportandoci a gesti dimenticati, da ripercorrere, anche ogni tanto, per ritrovare la misura delle cose.

 

Confezionati o sfusi

 Si parla di frutta o verdure dove sicuramente chi compra per esempio 3kg di pesche, sceglierà la cassetta, per facilitarne trasporto e integrità, ma chi compra minori quantità, dovrebbe avere la pazienza di scegliere, mettere nel sacchetto e pesare. Anche qui ci frega il tempo, si tira su 2 sacchetti già pesati e prezzati e via. Non è per forza peggio ma...almeno diciamocelo:, avremmo potuto scegliere meglio e non per “alimentare sensi di colpa” ma per non farci l'abitudine.

 Sull'eccesso di confezionatura, (avete notato quando comprate al banco l'incarto è veramente esagerato?) l'unica cosa possibile è chiedere meno involucro. Per le super-cartonate confezioni sui banchi, si può solo contare sulla raccolta differenziata, mentre per il latte e i saponi, è possibile l'approvvigionamento, usando il solito contenitore.

 Infondo son piccoli cambiamenti e aggiustamenti nella nostra vita quotidiana, ma smuovono e cambiano gli equilibri anche della nostra felicità.