
Derivato dal cappello a due risvolti in uso presso il clero spagnolo sin dai secoli XVI-XVII, poi adottato dagli ecclesiastici in Francia e in Italia sin dalla prima metà del Seicento. Verso il 1660 apparvero in Francia i primi tricorni nel costume civile: grandi cappelli piumati che iniziarono ad essere arrotolati ai tre lati e qualche anno dopo i cavalieri e gli ufficiali lo portarono orlato di piume o guarnito di penne naturali: moda, questa, che continuò sin verso il 1710. Il fiine Seicento vede il tricorno dei soldati guarnito di galloni d'oro e d'argento, di bottoni e di coccarde. Ai
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Siamo arrivati al pasticcio di maiale servito per " FORNELLI E CAPPELLI" . E' una ricetta completamente stravolta, servita calda, senza aggiunta di gelatina e con la pasta (foncer) solo sopra.
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L'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), ha dichiarato di essere il 2013 Anno Internazionale della Quinoa. Questa "madre di tutti i semi" ci arriva dal Sudamerica e il fatto di essere diventata così di moda, così gettonata, giustifica (?!) il prezzo non proprio equo e le trasformazioni (non per forza positive) che stanno avvenendo nelle terre di
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Siamo di nuovo nella stagione dei miei amati carciofi e ne approfitto per darvi indicazioni di pulitura ed una ricetta veloce ma di impatto. Ho indicato la vitella ma potete usare tranquillamente altri carni. (manzo, tacchino, pollo)
Il carciofo una volta tagliato scurisce molto velocemente a contatto con l'aria. Meglio immergerlo in acqua acidulata con spicchi di limone. C'è chi preferisce utilizzare un paio di guanti per non
annerire le mani ma in questo caso può esser d'aiuto sfregarle con una fetta di limone e sciacquare con acqua fresca corrente.
Cominciate eliminando le foglie dure più esterne, fino ad arrivare al cuore tenero e chiaro. Adesso tagliate le punte del carciofo a circa metà altezza utilizzando un coltello a lama liscia, procedendo in obliquo (dalla metà verso la punta) girando tutto intorno. Questo per non sprecare parti tenere che con un taglio netto andrebbero perse.
Ora passiamo al gambo, potete tagliarlo completamente alla base del carciofo o lasciarne circa 5 cm, avendo cura di eliminare lo strato più esterno, coriaceo e amaro. A questo punto tagliate il carciofo a metà e rimuovete la peluria interna con un coltello a punta arrotondata, oppure l'estremità di un pelapatate appuntito. A seconda della preparazione tagliarli in due o in quattro parti. Appena affettati tuffare gli spicchi di carciofo nell'acqua acidulata con il limone. Adesso andiamo a preparare la nostra ricetta: (indicativamente 150 gr di carne e un carciofo a testa)
Scaldate l'olio con l' aglio in una padella su fuoco moderato, aggiungendo i carciofi tagliati a fettine (ogni metà in 4 parti) lasciate cuocere, per circa 5 minuti. Togliete lo spicchio d'aglio e tenerli da parte.
In una seconda padella versate poco olio evo e un tocchetto di burro, unite la vitella (noce o rosetta) tagliata a straccetti e infarinata. Fate rosolare a fuoco vivo, girandoli velocemente. Bagnate con il vino bianco e continuate a cuocere fino a che non sia evaporato. Unite i carciofi cotti e regolate di sale e pepe. Una grattata di scorza di limone o ginger e del prezzemolo finemente tritato sarebbero graditi.
Aggiungete un romaiolo di brodo di verdura o acqua se desiderate un po' di sugo. Avendo di base del burro e della farina (besciamella) risulterà naturalmente legata.