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Percorso

Assenzio - come si beve

17. 02. 25
posted by: Barbara Zattoni
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Il ritorno dell'assente assenzio

 

 


Le péril vert, il pericolo verde, o anche La fée verte, la fata verde, per il colore della bevanda e l'atmosfera "magica" in cui si perdevano le persone che lo consumavano era a 68° gradi alcolici, amaro con gusto di anice, servito diluito, con zucchero o caldo. La "bevanda maledetta" per eccellenza, un distillato "satanico" e "perverso", conquistatore di "romantici bassifondi", bohemienne e ricchi signori. Oscar Wilde, scriveva:
"Un bicchiere d'assenzio, non c'è niente di più poetico al mondo. Che differenza c'è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello

in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose".

 

 

Proibito in diversi paesi, solo in Spagna e in Portogallo si continuò a berlo tranquillamente e proprio per una bottiglia di ABSENTA spagnolo nel 1998, Radomir Hill  (nella Repubblica Ceca) ebbe  l'idea di produrre l'Hill's Absinth. Benché la singolare bevanda avesse poco ha a che vedere con l'antico absinthe consumato dagli artisti, ha ottunuto diversi consensi molto velocemente:  frenesia, curiosità o nostalgie? Con l'unione Europea, altre ditte come la Pernod hanno ripreso a produrre Absinthe, limitando con mezzi moderni la concentrazione di tujone, l'alcaloide contenuto nell'assenzio responsabile delle allucinazioni e dell'assuefazione, ma il fascino dell'assenzio è anche legato al suo particolare modo di consumarlo, i rituali sono importanti. In effetti, esistono diversi modi per berlo ed il sapore varia di conseguenza; quindi, la scelta del modo preferito è a discrezione del consumatore.

 

liscio: si beve direttamente come tale, preferibiolmente servendolo in un bicchierino da liquore.

 

 

alla francese: è il rituale classico. Si versa nel bicchiere una dose di assenzio, si appoggia un cucchiaino apposito, forato con una zolletta di zucchero sopra, e con una brocca, si fa gocciolare dell'acqua ghiacciata (5 parti per 1 parte di assenzio) sullo zucchero per stemperarlo dolcemente.
L'acqua e lo zucchero hanno la funzione di diluire ed addolcire la proverbiale amarezza dell'assenzio, e si dice, anche di aumentare gli effetti del tujone (ma questo è più verosimilmente un effetto dovuto alla suggestione indotta da quello che è considerato un rituale).
L'assenzio bevuto in questo modo, rimane fresco e con un gusto dolce al punto giusto; inoltre, diventa bianco trasparente... diversamente, non è assenzio: questa è una proprietà degli alcaloidi dell'artemisia, ed è l'unico vero metodo per scoprire se quello che si stà bevendo è assenzio o un surrogato. Dopo aver fatto scivolare lo zucchero in fondo al bicchiere si deve agitare un po' e sorseggiare pian piano.

 

 

flambè o bohemiènne: si mette prima di tutto il cucchiaino con lo zucchero sopra il bicchiere, si versa l'assenzio bagnando la zolletta di zucchero e successivamente avvicinandola al liquore.
Fatto questo si incendia la zolletta in modo che il fuoco caramelli lo zucchero che gocciolando infiamma anche l'assenzio. Fatto caramellare per una quindicina di secondi si spegne il fuoco e si allunga la miscela con acqua. Questo metodo rende l'assenzio caldo e inebriante.

 

E mi intriga anche il nome scientifico: ARTHEMISIA ABSINTHIUM e artemisia simplex ampiamente diffusa in Toscana, le rive dell’Arno ne sono piene e si riconosce facilmente dall’intenso odore di crisantemo che le sue foglie emanano una volta stropicciate.
Artemide, Arthemisia e Artemisia Gentileschi, una bevanda "noir", un po' di Francia e di  Barbara, la cantautrice.